martedì 10 gennaio 2023

Accoglienza classi quinte - dicembre 2022

A dicembre, lunedì 12, martedì 13, giovedì 15 e venerdì 16, la nostra scuola ha accolto i ragazzi delle classi quinte di San Gerardo, Somaino, via Repubblica e Beregazzo. Noi ragazzi del CCR abbiamo presentato la scuola divisi in gruppi e abbiamo mostrato ai bambini di quinta cosa facciamo noi alle scuole medie.

Ogni tour iniziava così: mentre facevano merenda, ci presentavamo ai ragazzi spiegando chi siamo e qual è il nostro ruolo, poi loro ci facevano alcune domande e noi rispondevamo nel modo più completo possibile.

Dopodiché iniziavamo a fare il giro della scuola, infine in atrio li salutavamo e se avevano ancora qualche dubbio li aiutavamo rispondendo alle loro domande.  Durante il tour della scuola abbiamo fatto vedere le aule e spiegato loro come funzionano, poi abbiamo illustrato alcune regole da rispettare.

Le aule che abbiamo fatto vedere sono le seguenti: l’aula di informatica, spiegando a cosa servono i computer e come si utilizzano, la segreteria, l’archivio, la presidenza e sempre nello stesso corridoio la sala professori, nella quale si trovano i Chromebook e i tablet che utilizzano già nelle loro scuole primarie.

Siamo anche andati nel laboratorio di musica dove i prof hanno fatto sentire delle canzoni suonate dai ragazzi, poi hanno spiegato come si struttura una lezione e hanno illustrato gli strumenti che si possono suonare.

Abbiamo inoltre mostrato un'aula con una classe al lavoro, poi Matteo, Elisa, Alberto e i delegati della seconda B hanno spiegato anche la palestra e hanno fatto vedere come si svolge una lezione con il professor Pozzi.

Oltre alle stanze abbiamo presentato l’atrio, ma luogo ancor più importante, i bagni, spiegando che è fondamentale tenerli puliti e ordinati.

Durante la visita ci ha accompagnato sempre un professore o anche la vicepreside per controllare che tutto andasse bene.

A fine giro, rivolgevamo ai bambini sempre la stessa domanda, ossia se fosse piaciuto il tour della scuola e loro rispondevano sempre di sì!

Il comportamento dei ragazzi durante l’esperienza variava da gruppo a gruppo: alcune classi erano curiose, piene di domande, attente e partecipative. Altre classi, invece, si sono dimostrate apparentemente disinteressate, senza domande o curiosità.

Noi abbiamo cercato di essere più chiari possibile, ma senza annoiarli e speriamo che la risposta affermativa alla domanda: ”Vi è piaciuta la nostra scuola?” fosse sincera. Alla fine tutti ci sono sembrati contenti di venire in questa scuola l’anno prossimo!

Viola Albonico, Leonardo Castelli, Matteo Iacca, Vanessa Poncia, Elisa Poniti, Alberto Sarchi, sindaco e assessori del CCR

ORIENTAMENTO - LA SCUOLA SUPERIORE: COSA SCEGLIERE?

IIIA

La scuola superiore: la grande scelta che ogni tredicenne deve compiere.
Io avevo già un’idea sulla scuola superiore alle elementari, continuavo a crederci, ma solo in terza media ho cominciato a rifletterci davvero.
Alle elementari era tutto più facile, dagli argomenti trattati alle verifiche, ma adesso più si va avanti più diventano difficili.
La scuola che ho scelto è il liceo scientifico di Olgiate Comasco, il Terragni.
Ho scelto questa scuola perché adoro Scienze, mi appassiona tantissimo, ma soprattutto perché è la scuola che ha frequentato mia mamma.
Mia mamma era molto brava e io non riesco ad eguagliarla.
Alle elementari andavo sempre bene, ma alle medie sono caduto più in basso, una cosa secondo me imperdonabile.
E questo è il motivo principale per cui voglio andare al liceo.
Sono anche andato a fare dei laboratori e i professori e alcuni studenti del Terragni sono venuti a scuola per parlarcene.
So che sarà difficile e dovrò studiare molto, molto di più, ma liceo è il mio sogno, per me è un ponte tra il mio mondo di ragazzino da una parte e la vita adulta e l’università dall’altra.
Infatti l’accesso all’università è il secondo motivo della mia scelta.
Da piccolo ero ancora spensierato e non pensavo ad una mia eventuale professione futura, fin quando un amico dei miei nonni, e mio amico, morì di cancro ai polmoni che col tempo è arrivato al cervello.
Aveva appena 60 anni.
La sua morte mi rimase impressa e decisi una cosa: da grande sarei diventato un ricercatore medico e avrei trovato una cura per il cancro.
Quella sera lo comunicai ai miei genitori e loro mi risposero che i ricercatori lavorano tantissimo e fanno la fame.
Ma io non mi persi d’animo e conservai questa idea nella mia testa.
Fin quando anni dopo mio nonno non stette male.
Andammo a Milano per salutarlo e io ero all’oscuro di tutto, ero all’oscuro che lo avevano operato al cuore.
Lo capii solo quando tornammo a casa e lo vidi senza camicia con una cicatrice a metà del torace.
E allora compresi quanto ero stupido e mi dannai per non essere riuscito a capire.
Da lì in poi cambiai idea: sarei diventato un medico coi fiocchi.
Queste due convinzioni sono quelle che mi spingono a studiare per andare al liceo e per uscire vittorioso da quella scuola, proprio come mia mamma.
Non vedo l’ora di assaporare il momento in cui uscirò dal liceo al quinto anno, e guardando il cielo tirerò un sospiro di sollievo pensando: “Finalmente ce l’ho fatta”.
E mentre guarderò il cielo vedrò scorrermi davanti tutte le persone che mi hanno aiutato a raggiungere quel momento, ma fra queste persone ce ne sarà una che brillerà di più: mia mamma.
Proprio lei perché è stata la prima persona che mi ha consigliato il liceo ed è per seguire il suo esempio che io lo sogno.





mercoledì 14 dicembre 2022

CULTURA - Recensione de "L'ultimo crociato" di Louis de Wohl

L'ultimo crociato di Louis de Wohl - BUR Edizioni

Di Alessandro Mascellani 3A


"Il giorno 7 ottobre, Anno Domini 1571, la flotta della Lega Santa al comando di certo don Juan d'Austria sconfisse la flotta turca nel golfo di Lepanto."
Questo è quello che Juan d'Austria pensa si sarebbe scritto sui libri di scuola ricordando la battaglia da lui vinta, anche se molto, troppo spesso questo evento viene trascurato nonostante la sua importanza, e, quelle rare volte in cui viene trattato, si scorda il nome del giovane che vinse quella battaglia, Giovanni d'Austria, per l'appunto. Eppure questo ragazzo, perché si trattava di un ragazzo appena ventiseienne, con questa vittoria impedì la conquista musulmana dell'Europa. Il suo fu un destino segnato dalla conversione e dalla riscoperta della fede che lo porta a combattere per realizzare una volontà  superiore, ed è per questi motivi che lui fu l'ultimo vero Crociato. In questa biografia romanzata di don Giovanni, de Wohl riesce anche a inquadrare e a raccontarci la Spagna del XVI secolo (la vita dei nobili e quella del popolo, la ferocia dei "Turchi" e il coraggio dei soldati) in un libro appassionante ricco di intrighi, amori, amicizie, tradimenti e colpi di scena. Consiglio questo libro a chi piace leggere, perché non è un libro per chi legge solo se obbligato o per fare le verifiche, magari di fretta, è un libro che bisogna "gustare", e bisogna comprendere alcune cose che si capiscono solo leggendo attentamente, per esempio il percorso di crescita che affronta il protagonista. È bello anche perché dà un quadro della società spagnola del XVI secolo, e narra anche delle guerre di religione contro gli Islamici. Ma come riuscì un ragazzo tanto giovane a vincere una se non la battaglia navale più grande e più importante di sempre? E cosa c'entra Girolamo, un bambino di Leganés che gioca ai "Mori" e ai "Cristiani" con il grande Juan d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratello di Filippo II re di Spagna?





martedì 22 novembre 2022

SPORT - I MONDIALI IN QATAR

I Mondiali "della vergogna"

di Simone Bellemo
Domenica sono cominciati i Mondiali in Qatar con la vittoria dell'Ecuador con un secco 0-2 sulla nazionale ospitante. Ma siamo sicuri che questi Mondiali siano davvero come le altre edizioni se partiamo già dal presupposto che sono stati spesi 220 miliardi per l'organizzazione?
Cominciamo dal fatto che il Qatar è una nazione estremamente piccola ma estremamente ricca: i cittadini possono contare su un reddito pro capite di quasi 83 mila dollari, il decimo più alto al mondo. Questa ricchezza è in gran parte dovuta al fatto che il paese detiene il 15% delle riserve mondiali di gas naturale, terzo al mondo alle spalle di Russia e Iran.
Non sono presenti molti stadi, per questo sono stati costruiti sette stadi e quattro sono stati modernizzati spendendo tantissimi soldi che potevano essere investiti in un altro modo.
Per costruire questi stadi serviva manodopera, quindi sono arrivate molte persone da Pakistan, Kenya, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, tutti lavoratori sottopagati e in condizioni di scarsa sicurezza sul lavoro che hanno provocato anche numerose vittime.
I lavoratori sono stati alloggiati in luoghi squallidi e sovraffollati, hanno dovuto versare di ingenti somme di denaro (da 500 a 4.300 dollari) ai reclutatori in patria per trovare un lavoro in Qatar, spesso pagato meno di quanto promesso, talvolta la metà di quanto pattuito. E’ accaduto anche che il denaro fosse consegnato con gravi ritardi che hanno provocato ripercussioni economiche e psicologiche su lavoratori, obbligati a saldare pesanti debiti in patria. Inoltre, a causa del mancato rilascio o del mancato rinnovo del permesso di soggiorno, i lavoratori hanno rischiato l’arresto e l’espulsione come clandestini, la confisca del passaporto ad opera del datore di lavoro e il mancato rilascio del permesso di espatrio oltre a minacce a seguito delle loro proteste per le condizioni di lavoro.
Un altro dei tanti argomenti di discussione è sicuramente la corruzione legata a questo evento. Nel maggio del 2015, le autorità svizzere hanno arrestato sette alti ufficiali della FIFA: si è trattato dell’ultimo atto di una lunga indagine condotta dall’FBI per fermare un’associazione a delinquere che prosperava da decenni ai massimi vertici dell’organizzazione. Il reato contestato ai fermati? Voti per potenziali Paesi ospitanti (principalmente Russia e Qatar) in cambio di tangenti. Dei 22 membri del Comitato Esecutivo FIFA che hanno partecipato alla votazione che ha assegnato al Qatar il Mondiale 2022, 15 sono stati incriminati in seguito. In cambio dei voti, l’ex magnate dell’edilizia qatarino Mohammed Bin Hamman ha effettuato pagamenti illeciti per 880 milioni di sterline (oltre 1 miliardo e 5 milioni di euro) a vari ufficiali di varie federazioni calcistiche nazionali.
Da segnalare sono le leggi imposte ai cittadini dalla monarchia assoluta che vieta l’esistenza di partiti politici e che esercita la censura sulla stampa, inoltre le donne non godono degli stessi diritti degli uomini a cui sono sottomesse.
Riguardo ai tifosi, l'amministratore delegato del mondiale ha fatto sapere che essi non possono bere birra all’interno degli stadi ma è consentito in soli pochi punti, non ci si può togliere la maglia, non si possono fare dimostrazioni amorose in pubblico e non si possono sventolare simboli del movimento lgbtq+ in pubblico, pena da 7 agli 11 anni di carcere.
Insomma questi Mondiali hanno tanti lati oscuri e danno l’impressione che nello Stato qatariota la ricchezza economica e finanziaria non vada di pari passo con l’emancipazione sociale e il rispetto dei diritti.



domenica 6 novembre 2022

Cultura: recensione di Maximum Ride

Recensione di Maximum Ride

L'esperimento Angel di James Patterson

La storia parla di questi sei ragazzi, nati in un corpo umano ma con una caratteristica in più, quella di avere le ali e quindi di essere per il 2% uccelli.
Queste creature hanno vissuto i loro primi anni di vita a Scuola, molto diversa da quella che tutti noi conosciamo, più simile a un laboratorio, a una prigione dove loro e altri bambini simili erano rinchiusi in gabbia.
Poi sono riusciti a scappare, grazie all’aiuto di uno dei Camici Bianchi, gli scienziati che lavorano nella Scuola, tra cui Jeb, che si era preso cura di loro ma che da alcuni anni era scomparso, perché ritenuto da tutti morto. 
Si sono quindi rifugiati in una casa-nascondiglio, dove sono ora liberi di fare ciò che vogliono, non c’è infatti nessun genitore che si prende cura di loro.
A capo del gruppo c’è Max, una quattordicenne forte e coraggiosa, che farebbe di tutto per proteggere la “sua famiglia”, soprattutto ora che gli Eliminatori li stanno cercando...
Riusciranno quindi i ragazzi a non farsi scoprire?
Ma soprattutto, a proteggersi gli uni gli altri? 

di Elisa Bomba IIIA





venerdì 4 novembre 2022

Discorso del sindaco jr in occasione del IV Novembre

Oggi 4 novembre è l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, dalla quale l'Italia uscì vittoriosa, sì, ma con un altissimo numero di perdite, sia militari (651.000) che civili (589.000), per un totale (1.240.000) pari a circa il 3,5% della popolazione italiana dell’epoca. Secondo le stime, le vittime totali del conflitto si aggirano attorno ai 16 milioni di persone, tra militari e civili, cifra che varia se si contano le vittime del genocidio armeno (1,5 milioni), della guerra civile russa (7 milioni) e dell’Influenza Spagnola (50 milioni), quest’ultima epidemia che è arrivata nel momento peggiore, in cui fra i civili scarseggiava il cibo, i militari mangiavano cibo scadente, stavano ammassati nelle trincee a stretto contatto con i cadaveri e la censura militare vietava di parlarne e, di conseguenza, di poter cercare una cura. Inoltre la Prima Guerra Mondiale, con le pesantissime condizioni imposte alla Germania e la povertà causata dal conflitto, ha contribuito anche alla nascita delle dittature del periodo tra le due Guerre e alla Seconda Guerra Mondiale e quindi, come disse Winston Churchill, il Trattato di Versailles fu “un armistizio durato 20 anni”.

Ripensando alle guerre attuali, ritengo insensato fare la guerra che, come ci insegna la Storia, porta solo morte e distruzione. Ricordo che le più grandi invenzioni e innovazioni sono state fatte durante periodi di pace (come per esempio il Rinascimento o le Rivoluzioni Industriali). Trovo poi insensato combattere durante un'emergenza climatica come quella che stiamo vivendo in questo periodo, con un'agenda da portare a termine in 7 anni dal cui completamento siamo molto lontani (si potrebbe dire che fare la guerra durante la crisi climatica sia come se questa stanza andasse a fuoco e noi invece di cercare degli estintori ci mettessimo a picchiarci a vicenda, per farvi capire quanto sia assurdo).

Concludo questo mio intervento con un appello alla pace, sia per le attuali guerre nel mondo che per la nostra comunità: chiedo di mettere da parte le nostre divergenze e il nostro egoismo per poter vivere in Pace, imparando a chiedere scusa e a perdonare, a mettersi nei panni degli altri per capirli e ad aiutarsi a vicenda, perché non è detto che se la tua nazione non è in guerra allora sia in Pace, e non è detto nemmeno che se tu sei in pace con te stesso allora lo siano tutti. Bisogna essere in Pace come comunità, senza odi o invidie verso gli altri. 

Viva la Pace!

Alessandro Mascellani, sindaco del Consiglio Comunale dei ragazzi