martedì 14 aprile 2026
Tutti a Milano!
domenica 29 marzo 2026
Spettatori alla Scala
La nostra classe ha avuto l’opportunità di visitare il Teatro alla Scala di Milano, uno dei teatri d’opera più prestigiosi e conosciuti al mondo; questo tanto atteso viaggio è avvenuto il 20 marzo. La mattina, come al solito, siamo arrivati a scuola e, dopo due ore di lezione, ci siamo riuniti con i genitori, che ci attendevano con alcune auto, per accompagnarci alla stazione di Grandate.
Arrivati, siamo saliti sul treno e durante il viaggio abbiamo chiacchierato, riso e raccontato storie interessanti. Così siamo arrivati a Milano senza accorgerci di quanto velocemente fosse passato il tempo.
Una volta in città, abbiamo fatto una passeggiata nel centro e poi pranzato. Successivamente ci siamo diretti verso la meta principale del nostro viaggio: Il Teatro alla Scala.
Lungo la strada verso il teatro ci siamo fermati vicino alla “Galleria Vittorio Emanuele II”, una delle gallerie commerciali più famose al mondo, che collega Piazza del Duomo al Teatro alla Scala di Milano. Questa storica galleria del XIX secolo è stata inaugurata nel 1867. Dopo aver prestato attenzione agli aspetti principali della galleria, siamo giunti alla Scala, famosa per le esibizioni di grandi compositori e ballerini.
La sala appariva splendida, era l’incarnazione dell’eleganza, della raffinatezza e del lusso. I nostri posti erano sui palchi, da cui si apriva una vista attraente, poiché non vedevamo solo ciò che accadeva sul palco, ma anche la bellezza dell’intero teatro. Quel giorno erano in programma tre danze diverse di McGregor, Maillot e Naharin.
Nel primo spettacolo, intitolato “Chroma” di McGregor, i ballerini, attraverso la loro coreografia, trasmettevano un insieme di sentimenti ed emozioni, accompagnati da musica classica leggera.
Il secondo, “Dov’è la luna” di Maillot, era una rappresentazione del balletto classico, combinata con giochi di luce e ombra, visibili sia nella coreografia dei danzatori sia nelle loro immagini sceniche.
Il terzo spettacolo, dal titolo “Minus 16” di Naharin si distingueva per originalità, intensità ed energia: combinava diversi stili di danza, sia moderna sia classica. Inoltre, si annullava il confine tra ballerini e spettatori, poiché il pubblico veniva coinvolto nello spettacolo.
Tra le esibizioni c’erano pause, durante le quali condividevamo le nostre impressioni. Dopo la loro conclusione al termine, ci siamo diretti verso la stazione, siccome era già ora di tornare indietro. Prendendo il treno, siamo tornati a casa.
E’ stato un viaggio piacevole e al tempo stesso interessante e istruttivo.
Viktoriia Berkut, sindaco del CCR
martedì 24 marzo 2026
giovedì 12 marzo 2026
Giornata del Verde pulito 2026
Sabato 7 marzo, alle ore 9, ci siamo trovati in piazza del mercato a Olgiate Comasco con la professoressa Paola Marzorati, l’assessore alla transizione ecologica Renato Spina, la protezione civile, gli alpini e alcuni cittadini che hanno contribuito alla pulizia del nostro paese.
Arrivati tutti i partecipanti, l‘assessore Spina ci ha divisi in gruppi e ci ha assegnato una zona di Olgiate da pulire.
Ci ha fornito i materiali adatti per lavorare in sicurezza: sacchi della pattumiera, pinze meccaniche, un contenitore per eventuali siringhe, i guanti e una bottiglia da un litro e mezzo per contenere i mozziconi di sigarette.
Il nostro gruppo era formato da: Mattia Pepe (assessore all’ambiente del CCR), Martina Codarin, Mathias Gini, la professoressa Marzorati e due cittadini, Caterina e Matteo.
Vicino alla palestra abbiamo trovato una camera d'aria di una bicicletta e molte bottiglie rotte di birra e vino che abbiamo ammucchiato; successivamente la protezione civile le ha raccolte e portate in discarica.
Nel parco di Villa Camilla abbiamo raccolto troppi mozziconi di sigarette, indumenti, ortaggi ammuffiti, un coltello, oggetti di cancelleria, una bombola d'elio, bottiglie di vetro rotte e una scatola con dell’insalata che eravamo tentati di mangiare.
Tornando alla piazza del mercato, abbiamo perso il nostro compagno Matteo, abbiamo iniziato a chiamarlo ad alta voce per poi scoprire che era dietro di noi.
Arrivati al punto di ritrovo abbiamo fatto molte foto a quello che abbiamo raccolto e alcune con i partecipanti.
Questa giornata è stata molto divertente e istruttiva: ci ha fatto capire che Olgiate è molto sporca, ma anche che ci sono tante persone che si lamentano della sporcizia, poche, però, che la rispettano e si impegnano per renderla più bella.
Questo è anche un invito alla partecipazione di più cittadini di tutte le età a queste iniziative.
Mattia Pepe, Martina Codarin e Mathias Gini
lunedì 9 marzo 2026
Maghi del legno in trasferta
Martedì 10 febbraio siamo andati a Gazzada, in provincia di Varese nella sede dell'associazione “Magari Domani Onlus”, una realtà che serve per aiutare giovani e adulti con disabilità a crearsi una vita autonoma.
Innanzitutto ci hanno guidati alla scoperta della falegnameria: ci hanno spiegato che è una delle tante sedi che l’associazione ha in Italia. Al suo interno si trovano molte stanze per esempio la cucina, la stanza radio, che faceva pubblicità in diretta, infine la stanza chiamata “Maghi del Legno” dove abbiamo ritagliato le uova per Pasqua. La falegnameria, rispetto a quella della nostra scuola, era più grande e conteneva oggetti più specifici e pericolosi per noi ragazzi.
Dopo aver finito di lavorare, ci sono stati consegnati dei cartoncini rossi dove abbiamo scritto i nostri pareri e le nostre emozioni sul pomeriggio, poi abbiamo fatto merenda con tè alla cannella e vaniglia e il tipico dolce del periodo di carnevale che sono le chiacchiere.
Infine i collaboratori ci hanno regalato dei portachiavi a forma di cuore per ringraziarci per aver partecipato al corso. Visto che mancava poco all’arrivo del treno, Ceo e gli altri collaboratori ci hanno salutati e siamo andati verso la stazione.
Il pomeriggio e il corso sono stati molto belli, il personale è molto simpatico, abbiamo scoperto nuove tecniche e abbiamo imparato che non si scherza con i macchinari di lavoro: ci hanno raccontato, infatti, che perfino un esperto con una sega mobile si è tagliato il dito. Speriamo che questa esperienza venga riproposta l’anno prossimo e che partecipino più persone.
mercoledì 18 febbraio 2026
Anpi a scuola - per non dimenticare
Martedì 10 febbraio, nella nostra scuola, abbiamo incontrato Elisabetta e Fiorenzo, due rappresentanti dell’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, sezione di Uggiate con Ronago, che sono venuti per commemorare insieme a noi la Giornata della Memoria, istituita nel 2000, in onore di tutte le vittime del nazifascismo.
L’ANPI è un'associazione nata dai partigiani nel 1944 a Roma per restituire al paese una piena libertà contro la dittatura che in quegli anni affliggeva l'Italia.
Elisabetta e Fiorenzo sono venuti per spiegarci il significato che la Resistenza ha assunto durante la Seconda Guerra mondiale, in particolare tra il 1943 e il 1945, sottolineando il ruolo estremamente negativo che ha avuto l’indifferenza delle persone nella tragedia della guerra e della deportazione.
I volontari ci hanno mostrato diverse immagini sui campi di concentramento dove venivano deportate tutte le vittime dell’odio razziale nazifascista.
Abbiamo potuto vedere in particolare alcuni scatti di uno dei campi di concentramento più terribili, Auschwitz, il cui cancello d’entrata riportava la scritta “Il lavoro rende liberi”, una frase che offriva false speranze a chi veniva deportato in quel luogo.
Subito dopo ci hanno mostrato i blocchi, ovvero degli edifici in cui i deportati dormivano e rimanevano quando non erano costretti ai lavori forzati e le rovine lasciate dai nazisti per nascondere le prove dell’Olocausto alle truppe sovietiche.
A seguire abbiamo visto il “canada”, chiamato così per via della sua ricchezza perché era un luogo che conservava tutti gli oggetti personali delle persone uccise, come spazzole per i capelli…
Ci ha molto colpito la foto delle camere a gas e dei forni crematori: in quelle stanze venivano ammassate decine di persone che poi morivano per i gas tossici che venivano propagati attraverso le tubature delle docce fino a riempire la stanza.
Per eliminare i corpi, i nazisti usavano i forni crematori dove gettavano i cadaveri che, una volta bruciati, diventavano cenere.
L’ultima immagine ritraeva il blocco 16 A, diverso dagli altri perché lì venivano smistati i bambini.
Elisabetta e Fiorenzo ci hanno poi raccontato alcuni episodi significativi della storia dell’Italia durante la Seconda Guerra mondiale.
Tra i fatti più rilevanti, ricordiamo il 14 luglio nel 1938, quando fu pubblicato il “Manifesto della razza” scritto da sedicenti scienziati fascisti con lo scopo di identificare e isolare gli ebrei dal resto della popolazione.
Un’altra data importante è il 18 settembre dello stesso anno, quando Mussolini a Trieste annunciò il contenuto delle leggi razziali, un insieme di norme dello Stato italiano, scritte appositamente per discriminare gli ebrei. Il duce sosteneva che servissero per “difendere la razza italiana”.Queste leggi avevano diversi divieti, a discapito degli ebrei, tra cui quello di non poter andare a scuola, il divieto di sposarsi, di lavorare e di possedere beni.
Il passo successivo fu l’inizio delle deportazioni nei campi di concentramento e sterminio.
La guerra terminò tra l’aprile e il maggio del 1945 a causa del completo collasso politico, militare ed economico delle dittature nazifasciste grazie all’intervento delle forze alleate (Stati Uniti, Unione Sovietica e la Gran Bretagna) e delle forze partigiane.
Come ultimo argomento, i volontari dell’ANPI ci hanno parlato delle pietre d’inciampo: si tratta di mattonelle rivestite d’ottone assegnate alle vittime dell’Olocausto, ognuna con indicato nome, cognome, data di nascita e di morte o deportazione. Sono opere d’arte e di memoria realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig che fino a poco tempo fa le collocava di persona sugli ingressi delle abitazioni delle vittime. Anche nelle nostre zone ce ne sono alcune, ad esempio a Uggiate Trevano, ad Appiano Gentile e a Como.
Per ultimo abbiamo ricevuto un post-it dove ognuno ha scritto la parola che più rappresenta gli avvenimenti da loro raccontati.
Linda Biasiolo assessore alla Cultura
Emma Scalia e Nicolò Gentili, delegati alla Cultura
domenica 8 febbraio 2026
Safer Internet Day - 2026








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