domenica 29 marzo 2026

Spettatori alla Scala

    La nostra classe ha avuto l’opportunità di visitare il Teatro alla Scala di Milano, uno dei teatri d’opera più prestigiosi e conosciuti al mondo; questo tanto atteso viaggio è avvenuto il 20 marzo. La mattina, come al solito, siamo arrivati a scuola e, dopo due ore di lezione, ci siamo riuniti con i genitori, che ci attendevano con alcune auto, per accompagnarci alla stazione di Grandate.

    Arrivati, siamo saliti sul treno e durante il viaggio abbiamo chiacchierato, riso e raccontato storie interessanti. Così siamo arrivati a Milano senza accorgerci di quanto velocemente fosse passato il tempo.

Una volta in città, abbiamo fatto una passeggiata nel centro e poi pranzato. Successivamente ci siamo diretti verso la meta principale del nostro viaggio: Il Teatro alla Scala. 

     Lungo la strada verso il teatro ci siamo fermati vicino alla “Galleria Vittorio Emanuele II”, una delle gallerie commerciali più famose al mondo, che collega Piazza del Duomo al Teatro alla Scala di Milano. Questa storica galleria del XIX secolo è stata inaugurata nel 1867. Dopo aver prestato attenzione agli aspetti  principali della galleria, siamo giunti alla Scala, famosa per le esibizioni di grandi compositori e ballerini. 

     

    La sala appariva splendida, era l’incarnazione dell’eleganza, della raffinatezza e del lusso. I nostri posti erano sui palchi, da cui si apriva una vista attraente, poiché non vedevamo solo ciò che accadeva sul palco, ma anche la bellezza dell’intero teatro. Quel giorno erano in programma tre danze diverse di McGregor, Maillot e Naharin.

     Nel primo spettacolo, intitolato “Chroma” di McGregor, i ballerini, attraverso la loro coreografia, trasmettevano un insieme di sentimenti ed emozioni, accompagnati da musica classica leggera.

      Il secondo, “Dov’è la luna” di Maillot, era una rappresentazione del balletto classico, combinata con giochi di luce e ombra, visibili sia nella coreografia dei danzatori sia nelle loro immagini sceniche.

      Il terzo spettacolo, dal titolo “Minus 16” di Naharin si distingueva per originalità, intensità ed energia: combinava diversi stili di danza, sia moderna sia classica. Inoltre, si annullava il confine tra ballerini e spettatori, poiché il pubblico veniva coinvolto nello spettacolo.

     Tra le esibizioni c’erano pause, durante le quali condividevamo le nostre impressioni. Dopo la loro conclusione al termine, ci siamo diretti verso la stazione, siccome era già ora di tornare indietro. Prendendo il treno, siamo tornati a casa.

E’ stato un viaggio piacevole e al tempo stesso interessante e istruttivo.

Viktoriia Berkut, sindaco del CCR


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