Giovedì 8 gennaio dalle 10 alle 12, abbiamo partecipato all’incontro con l’operatore umanitario Federico Prelati. Federico fa parte dell’organizzazione “Norwegian Refugee Council” (NRC), che si occupa di protezione e difesa dei diritti umani in situazioni di crisi, emergenze, disastri naturali e conflitti.
Il suo lavoro consiste nel fornire provviste, rifugio e beni essenziali alle popolazioni colpite da crisi.
Ha iniziato questo percorso collaborando con un’organizzazione umanitaria nella ricostruzione di una struttura turistica colpita dallo tsunami in Sri Lanka. Questa esperienza lo ha profondamente colpito e lo ha reso una persona empatica e disponibile verso gli altri; per questo motivo ha deciso di intraprendere la carriera di operatore umanitario. Tra i viaggi più pericolosi da lui affrontati vi sono quelli in Sri Lanka, Libano, Iran, Sudan-Darfur…
Il 25 dicembre 2004, a Sumatra, in Sri Lanka, si è verificato uno tsunami, conseguenza di un terremoto subacqueo proveniente dalle isole Anikorbre che ha causato 250.000 vittime e 43.000 dispersi.
Un altro intervento rischioso intrapreso da Federico Prelati si è svolto nel Darfur, una regione centro occidentale del Sudan, teatro di una sanguinosa guerra civile in corso da oltre vent’anni. I fattori principali di questo scontro sono politici e territoriali, soprattutto per la presenza di oro e petrolio.
Ci ha raccontato Prelati che la violenza era tale che, guardando le immagini dai satelliti della città sotto assedio di Al Fashir, le Nazioni Unite avevano visto delle enormi pozze di sangue, a testimonianza del genocidio in corso. Per questo motivo NRC ha inviato operatori umanitari per intervenire nel territorio colpito dalla crisi. Durante la missione gli abitanti del luogo hanno offerto rifugio a Federico e agli altri operatori umanitari, proteggendoli.
Nel corso delle sue missioni, l’operatore ha incontrato difficoltà a conciliare famiglia e impegni lavorativi, poiché trascorreva la maggior parte del tempo lontano dai suoi cari, tanto da essere tentato di cambiare vita. Ma con il tempo è riuscito a ritrovare l’equilibrio, anche scegliendo in alcune occasioni di trasferirsi con moglie e figli nei luoghi di lavoro.
La giunta del CCR, seconda D


Nessun commento:
Posta un commento