domenica 14 giugno 2026

Il mio viaggio in Giappone - Lisa Maroni 2B

 9 Aprile 2026, Castelnuovo Bozzente

Caro diario,
mi sembra di toccare il cielo con un dito.
Da oggi, finalmente, posso dire di aver visitato il Giappone!
Sì, hai capito bene, sono appena tornata da una bellissima e strabiliante vacanza, con due lunghissimi viaggi, nel paese più eccentrico del pianeta!
La mattina del 26 marzo, mio nonno ci ha portato all'aeroporto di Malpensa.
Dopo aver fatto il check-in e i controlli, siamo saliti su un aereo della China Airlines.
Il primo viaggio è durato undici ore e abbiamo viaggiato da Milano fino a Shanghai.
Subito dopo il decollo sono passate delle hostess per portarci il pranzo, si poteva scegliere tra carne e verdure, riso e pesce, (io ho scelto la carne).
Sul vassoio oltre al piatto principale c’era anche l’acqua, un dolce, della frutta e una
piccola porzione di insalata con del petto di pollo.
In effetti devo dire che era tutto molto buono!
Successivamente abbiamo: giocato ai videogiochi sullo schermo del sedile, letto, guardato un film in cinese, dormito e mangiato. Quando siamo arrivati a Shanghai, eravamo molto stanchi e confusi per colpa del fuso orario.
Immediatamente siamo saliti sull’altro aereo per Tokyo; il secondo viaggio, fortunatamente è durato molto meno e dopo aver ritirato i bagagli all’arrivo, siamo andati in un’area d’attesa, dove c’era un signore giapponese che ci aspettava. Visto che era una guida, abbiamo parlato in italiano e ci ha detto che doveva andare insieme a mio papà all’ “Infopoint”. Così io, mia sorella e mia mamma, siamo rimaste fuori ad aspettarli, mentre guardavamo come tutto era diverso.
Siccome dopo dieci minuti non arrivavano, ci siamo sedute e ci siamo addormentate. Finalmente dopo due ore sono venuti a svegliarci e dopo aver fatto una foto davanti a un monumento, la guida ha chiamato l’autista che doveva portarci in hotel.
Visto che l’autista era cinese, non riusciva a capire cosa gli stesse dicendo la guida. Dopo mezz’ora, siamo saliti sul taxi e la prima cosa che abbiamo notato è stato il volante delle auto che era a destra anziché a sinistra. Quando siamo usciti dal parcheggio sotterraneo, era tutto molto grande! Dopo essere arrivati in hotel, abbiamo ringraziato la guida e siamo saliti in camera; siccome in tutti gli hotel giapponesi le camere sono da due, io sono rimasta con mio papà, mentre mia sorella e mia mamma sono andate in un’ altra stanza. Quando siamo entrati nella stanza ci sembrava tutto molto piccolo, soprattutto i bagni, infatti credo di aver pestato i piedi e le caviglie cinque volte! Successivamente ci siamo fatti una doccia e siamo andati a cena in un locale molto piccolo, con una porticina minuscola.
Era un ristorante dove i cuochi cucinavano sul bancone, infatti abbiamo visto tutto passo passo.
Noi abbiamo mangiato il sushi sulla piastra e abbiamo conosciuto una ragazza che mandava in onda Doraemon e Sailor Moon, infatti quando le abbiamo detto che anche in Italia vengono trasmessi gli anime è diventata felice. Era tutto molto buono, per cui prima di tornare in hotel le abbiamo fatto i complimenti (una cosa bella dei ristoranti in Giappone è che ti portano sempre un panno caldo
bagnato per lavarsi le mani). La mattina dopo ci siamo svegliati e siamo andati a fare colazione nella sala da pranzo dell’hotel.
Abbiamo mangiato tutto e il mio cibo preferito è stato il dolce fritto, a forma di pesce,
con all’interno una crema dolce o una salata. Mi sono piaciuti molto anche perchè ricordo che mangiavano sempre Masha e Orso. Il primo giorno abbiamo visitato Shibuya, ma con una guida (di nome Mei), che parlava in italiano.
Abbiamo visitato: diversi negozi, l’incrocio di Shibuya (che è il più grande del mondo), abbiamo mangiato i ramen che erano squisiti e siamo entrati in moltissimi templi.
Inoltre siamo entrati in una via molto affollata, dove c’erano un sacco di cose: lo zucchero filato arcobaleno, molti negozi di vestiti particolari, all’entrata c’era anche una cornice enorme, che ti trasmetteva sullo schermo che aveva, infine c’era un bar di mini pancakes e venivano farciti a tuo piacimento, fino a diventare giganti!
Appena usciti dalla via, abbiamo visto molte altre stranezze: i mini kart di Super Mario che correvano in strada, i tir delle caramelle che pubblicizzano i prodotti con la musica e i negozi dove potevi stare tutto il giorno in mezzo a gattini piccoli e dolcissimi.
Abbiamo trascorso i giorni successivi senza guida e siamo andati a: Osaka, Kyoto, Kanazawa, Shirakawa, Hiroshima e Chinatown.
Abbiamo visto: altri tempi (tra cui quello d’oro); abbiamo fatto shopping; siamo andati al museo dei Ninja e dei Samurai; abbiamo comprato le bacchette per il sushi riutilizzabili, (io le ho scelte con i gatti e in più le hanno personalizzate con i nostri nomi in italiano e in giapponese); ho visto anche il Buddha gigante; i cervi sacri di Nara, a cui potevi dare i biscotti quando ti facevano l’inchino; il museo del terremoto, dove ho fatto la simulazione di una scossa; ho anche passeggiato nel percorso dei mille Thori rossi, dove c’erano gatti dappertutto. Una cosa che mi ha colpita di più è stato il fatto che in tutte le scuole (compresi gli asili), i bambini hanno tutti una divisa molto carina.
Inoltre ho mangiato di tutto: ramen, pizza, hamburger, mochi, sushi, patate dolci fritte, gelati strani ma carini e buoni, diversi tipi di pesce, di cui non ricordo il nome.
Il ritorno a casa non è stato tranquillo, anzi, abbiamo rischiato di perdere i bagagli, con tutti i souvenir e l’aereo, che se avessimo perso ci avrebbe fatto rimanere in aeroporto a Shanghai per una settimana.
Tutto per colpa di una hostess (che crediamo nuova), ha sbagliato a darci le indicazioni!
Nonostante questa disavventura, mi sono divertita tantissimo e penso proprio che la ricorderò per sempre. Spero di tornare in Giappone perché “mi manca” e vorrei vedere moltissime altre attrazioni.

Lisa Maroni


Wonderwood - Martina Vadalà 2B

 Olgiate Comasco,18/05/26


Cara amica,
come stai? Spero bene! Ti scrivo perché volevo raccontarti della mia uscita didattica al Wonderwood, a Colverde. E’ stato molto bello, siamo arrivati a scuola per il nostro solito orario scolastico, alle 7:55. Abbiamo fatto l’appello e circa alle 8:15, ci siamo diretti alla fermata dell'autobus. Abbiamo aspettato un po’ di tempo, perché il pullman era leggermente in ritardo. Poi insieme ad un’altra classe, la 2°C, siamo saliti sullo scuolabus. Il viaggio in autobus è durato pochi minuti e siamo subito arrivati nel comune di Colverde. Arrivati, non sapevamo di precisodove andare, quindi ci abbiamo impiegato un po’ di tempo per capire la strada che dovevamo percorrere. Trovato il percorso, abbiamo camminato molto, su piccole e strette stradine. La strada che abbiamo percorso, sembrava addirittura più lunga di quella che avevamo fatto con il pullman. La via era circondata dalla natura, sul ciglio della strada c'erano solo alberi, e la strada era anche in salita. Arrivati a destinazione, alcuni erano già stanchi, ma vedendo l’immensa bellezza che avevamo davanti, ce ne dimenticammo. Sicuramente non era uno dei parchi avventura più grandi del mondo, ma quel posto di sicuro era spettacolare. Prima di cominciare, abbiamo lasciato gli zaini su delle panche e abbiamo fatto merenda.
Noi abbiamo cominciato con i percorsi sugli alberi, mentre la 2°C, ha cominciato dall'esplorazione del bosco.
Prima gli istruttori ci hanno messo l’imbragatura, poi ci hanno anche messo il caschetto. Innanzitutto ci hanno fatto fare una prova su una carrucola alta meno di un metro. La parte più difficile era quella dei moschettoni. Erano attaccati all'imbragatura, e si dovevano attaccare alla fune più alta della zipline. E’ stato molto più complicato di quello che pensavo, perché ce n'era uno che passava, attraverso delle specie di fori, mentre l’altro, bisognava semplicemente staccarlo e poi rimetterlo nell’estremità successiva. In seguito abbiamo cominciato con i veri e propri percorsi. Erano quattro, all’inizio sembravano pochi, ma poi abbiamo scoperto che in realtà erano lunghissimi!
Infatti le persone che hanno fatto tutti i percorsi, ci hanno impiegato più del tempo dovuto per finirli. Io ho cominciato dal secondo percorso. All’inizio c’era un tratto molto lungo sospeso, su una sola fune, sulla quale dovevamo camminare.
La seconda postazione era simile però il tragitto era un po’ più corto.
A seguire c’erano solo lunghissime zipline. All’inizio mettono un po’ di timore, sembra di cadere, ma poi invece quando ti lasci andare, parti velocissimo e sembra di volare. Finite le tre zipline consecutive, siamo tornati a terra, sembrava qualcosa di anormale. poi sono tornata al primo percorso, corto, facile, ma comunque bello. Cominciava con una piccola arrampicata e altrettanti ponti sospesi. Dopo c’era una zipline, non molto lunga. Il problema era alla fine, perché il materassino, messo per non farsi male, ostruiva il passaggio dei moschettoni, infatti è stato molto faticoso uscire da quel percorso.
Nel terzo, invece, l’inizio era una una lunghissima scalinata, verso l’alto, infatti
eravamo lontanissimi da terra.

Successivamente c’era l’ormai consueto ponte sospeso, che portava ad un’altra
scalinata più corta, ma davanti se ne vedevano altre che lentamente portavano sempre più in alto. Subito dopo, c’erano dei tronchi, messi verticalmente.
Traballavano moltissimo, e alcuni erano anche troppo distanti per arrivarci con entrambi i piedi. Visto che non riuscivo proprio a superarli, dopo 2/3 tronchi, alla fine sono passata sul filo che univa i tronchi, come se fosse un normale ponte sospeso. Il terzo percorso finiva con una lunghissima zipline, che andava a terminare verso il basso. L’ultimo percorso era totalmente diverso.
Al contrario di tutti gli altri, non c’erano solo zipline o altri noiosi ponti sospesi, ma molto altro. Dopo il solito inizio, c’erano altri tronchi, ma stavolta sdraiati, messi in orizzontale.
Non avevano corde legate tra tutti i tronchi, ma erano legati a due corde ognuna su ogni estremità. La cosa complicata era passare da un tronco all’altro, perchè quando ci aggrappavamo alla corda, faceva muovere molto di piu’ tutti i tronchi. Dopo questo c’era un percorso solo di corde intrecciate, a formare una specie di scacchiera.
Il vero problema però era che l’unica corda dove era quasi possibile camminare, si trovava molto piu’ in basso, rispetto alla corda superiore, dove erano attaccati i moschettoni, e quindi l’imbragatura tirava moltissimo, che avevo quasi paura che si rompesse. Quello successivo era molto complicato, ma per fortuna gli istruttori ci hanno detto che potevamo farlo come se fosse una zipline.
Dopo molto più di un’ora, riuscimmo a finire tutti i percorsi. Finito, abbiamo ripreso gli zaini e abbiamo fatto di nuovo merenda. Infine, l’altra istruttrice, ci ha fatto vedere una mappa, indicandoci dove ci trovavamo. Eravamo vicino al confine con la Svizzera. Poi siamo entrati nel bosco. Prima di tutto, abbiamo visto le piante basilari, che si possono trovare nei boschi, partendo dalle querce. Poi abbiamo visto le piante velenose, e dopo siamo passati alla fauna. Ci ha parlato soprattutto dei cinghiali e come trovare le tracce degli animali, e che con solo con ciò che mangiano, le loro piume, penne o peli, si può capire che animali si trovano in quel luogo.
Ad esempio i cinghiali, abbiamo visto che si grattano la loro schiena sulla corteccia degli alberi e possiamo riconoscere i peli. Poi abbiamo visto i Pini Silvestri, che hanno una corteccia piccola e stretta, ma sono altissimi. Appunto vanno tagliati quando crescono troppo, se no coprono le altre piante e poi crescono male. Dopo siamo tornati indietro, stavolta la camminata è stata più difficile, infatti era in discesa e il terreno era pieno di sassi, dove si poteva benissimo inciampare, e anche di radici di alcuni alberi, ostruivano il passaggio. Poi siamo tornati al posto iniziale e abbiamo rifatto il percorso per arrivare al pullman, stavolta sembrava molto breve la strada, forse perché sapevamo dove andare. Infine è arrivato il bus e siamo tornati a scuola. Però era ancora presto e quindi alcuni hanno preso dei palloni e hanno giocato fino al suono della campanella. Poi alle 14.00, siamo tornati a casa. E’ stata un’esperienza fantastica! Un grandissimo abbraccio

Vadalà Martina

Matematica per tutti! Finali a Roma - Christian Brambilla 2B

 Olgiate Comasco 18/05/26

Cara amica,
Scrivo questa lettera per raccontarti come ho trascorso le giornate in cui sono stato a Roma per le competizioni di matematica.
Siamo partiti giovedì alle 8:30 di mattina dalla stazione di Como San Giovanni, eravamo tre gruppi delle classi seconde e due gruppi delle classi terze. Ci hanno accompagnato tre prof: la prof Deleonibus, la prof Pizzata e la prof Robustelli.
In tutto eravamo in 23.
Dopo essere saliti sul treno e aver fatto scalo a Seregno, siamo arrivati alla stazione di Milano Centrale.
In stazione abbiamo cambiato treno, passando le successive quattro ore sul Frecciarossa.
in questo tempo ho ascoltato la musica e ho parlato con i miei amici, inoltre ho anche guardato un film horror.
Arrivati alla stazione di Roma-Termini, abbiamo preso la metro che ci avrebbe portato nel centro di Roma per iniziare la visita della città da piazza Venezia.
Successivamente abbiamo osservato la fontana di Trevi e siamo saliti in cima all’Altare della patria, da lì si vedevano il Colosseo, la Basilica di San Pietro e li Pantheon.
Infine abbiamo camminato intorno al Colosseo, visto dal vivo è molto più grande di quanto si possa immaginare guardando una foto.
Alle sei abbiamo preso la metro per tornare alla stazione di Roma, prendendo successivamente un treno regionale che ci avrebbe portato a Pomezia.
Infine arrivati all’hotel, siamo andati a cenare al ristorante. Così è terminato il primo giorno.
Il secondo giorno è stato il migliore.
Ci siamo svegliati presto per fare colazione, siccome la navetta che ci avrebbe portato a Cinecittà, era prevista per le 9:30.
Appena arrivati, ci hanno condotto fino al capannone dove avremmo svolto le prove, quel capannone è lo stesso dove hanno girato “ Tu si que vales". Dopodiché ci hanno lasciato visitare il parco in autonomia, sempre divisi in gruppi.
Il mio gruppo aveva le competizioni alle 12:50 ma per via della scarsa organizzazione, abbiamo iniziato alle 14:30.
La prima prova è andata perchè le carte che ci sono uscite erano molto difficili, il secondo turno è andato meglio, il gioco era Poliminix, dove bisogna inserire nelle cartelle dei pezzi di plastica piatta composti da due a cinque quadretti.
Dopo le prove ci hanno lasciato divertire sulle attrazioni per tutto il pomeriggio. A Cinecittà è presente l’Altair, sono le montagne russe che hanno più inversioni in Europa, i passeggeri per 10 volte stanno a testa in giù.
Alle 18:00 abbiamo preso il pullman per ritornare in hotel, una volta arrivati abbiamo cenato e così si è concluso il secondo giorno.
Il terzo giorno è stato il più divertente. Infatti appena siamo arrivati ci hanno comunicato che non ci eravamo qualificati per la finale, lasciandoci così tutta la mattinata a rifare le attrazioni che più ci erano
piaciute il giorno prima, questo fino alle 12.00 circa.
Arrivate le 12.00 abbiamo assistito alle premiazioni. Dopodichè abbiamo preso la navetta che ci ha portato alla stazione di Pomezia. Da lì un treno regionale ci ha portato fino alla stazione di Roma-Termini, dove abbiamo preso il Frecciarossa.
In queste 4 ore di viaggio, ho parlato con i miei amici e ho ascoltato la musica, inoltre ho scoperto che c’era un bar sul treno, così ho preso qualcosa da bere per il viaggio. Arrivati alla stazione di Milano Centrale, abbiamo preso l’ultimo treno che ci ha condotto fino alla stazione di Como Camerlata, dove sarebbero venuti a prenderci i nostri genitori.
Spero ti sia piaciuto leggere quello che ho fatto durante la mia esperienza.
Un saluto

Brambilla Christian


Wonderwood - Somaschini Lorenzo 2B

 Olgiate Comasco, 15-5-2026

 Caro amico, 

ti scrivo questa lettera perché vorrei raccontarti dell’uscita didattica del 4 maggio presso il parco avventura di Drezzo, chiamato “ Wonderwood ”. Quando è suonata la campanella, sono salito per le scale quasi correndo perché non vedevo l'ora di andare in questo posto magnifico. Quando siamo entrati tutti in classe, le professoresse ci hanno annunciato che dovevamo rimanere un po’ a scuola perché il pullman ci aspettava vicino alla palestra comunale alle 8:30.
Verso le 8:25 siamo andati vicino alla palestra per prendere il pullman, ma sfortunatamente non era un pullman privato bensì lo scuolabus di Olgiate. Quando siamo arrivati a Drezzo il pullman ci ha lasciato vicino al municipio e abbiamo dovuto fare una lunga camminata in salita ed è stato faticosissimo. Dopo 10 minuti di camminata, siamo arrivati a destinazione e le prof. hanno deciso che noi, 2’B, prima avremmo fatto l’arrampicata sugli alberi e dopo l'escursione nel bosco.
Io, personalmente, preferivo prima andare a fare l'escursione e dopo l'arrampicata.
Il percorso di arrampicata aveva 4 livelli, classificati in ordine di difficoltà. Il maestro ci ha fatto fare un percorso di prova a pochi metri di altezza, così potevamo capire come usare i vari moschettoni e la carrucola. Subito dopo, quando avevamo capito, siamo partiti dal numero 1 al numero 4. Io li ho fatti tutti perché davanti avevo un mio compagno che sapeva muoversi agilmente, quindi li ho fatti tutti molto velocemente.
Secondo me, il più difficile era il percorso numero 4 perché c'erano due mini percorsi molto difficili, dove dovevi rimanere aggrappato a delle corde rosse. Quando abbiamo finito tutti i quattro giri sono arrivati quelli dell'altra classe e noi siamo andati a fare l’escursione.
La guida ci ha fatto vedere su una cartina quanto è vasta e ampia la zona della Spina Verde.
Quando siamo partiti, la guida ci ha spiegato che in quella escursione avremmo trovato molte tracce di animali tra cui feci, segni sugli alberi, pelo, penne, ecc…
Inoltre ci ha spiegato che avremmo imparato dei nomi di alberi non molto conosciuti.
Successivamente, siamo andati in un posto con i bagni dove abbiamo aspettato l'altra classe.
Dopo siamo scesi e abbiamo preso il pullman per il ritorno.
Amico, mi piacerebbe che anche tu vivessi questa incredibile esperienza. Ti auguro che la rifissino per un altro giorno.
A presto!!!!!
Somaschini Lorenzo
P.S. Scrivi presto.