domenica 14 giugno 2026

Wonderwood - Martina Vadalà 2B

 Olgiate Comasco,18/05/26


Cara amica,
come stai? Spero bene! Ti scrivo perché volevo raccontarti della mia uscita didattica al Wonderwood, a Colverde. E’ stato molto bello, siamo arrivati a scuola per il nostro solito orario scolastico, alle 7:55. Abbiamo fatto l’appello e circa alle 8:15, ci siamo diretti alla fermata dell'autobus. Abbiamo aspettato un po’ di tempo, perché il pullman era leggermente in ritardo. Poi insieme ad un’altra classe, la 2°C, siamo saliti sullo scuolabus. Il viaggio in autobus è durato pochi minuti e siamo subito arrivati nel comune di Colverde. Arrivati, non sapevamo di precisodove andare, quindi ci abbiamo impiegato un po’ di tempo per capire la strada che dovevamo percorrere. Trovato il percorso, abbiamo camminato molto, su piccole e strette stradine. La strada che abbiamo percorso, sembrava addirittura più lunga di quella che avevamo fatto con il pullman. La via era circondata dalla natura, sul ciglio della strada c'erano solo alberi, e la strada era anche in salita. Arrivati a destinazione, alcuni erano già stanchi, ma vedendo l’immensa bellezza che avevamo davanti, ce ne dimenticammo. Sicuramente non era uno dei parchi avventura più grandi del mondo, ma quel posto di sicuro era spettacolare. Prima di cominciare, abbiamo lasciato gli zaini su delle panche e abbiamo fatto merenda.
Noi abbiamo cominciato con i percorsi sugli alberi, mentre la 2°C, ha cominciato dall'esplorazione del bosco.
Prima gli istruttori ci hanno messo l’imbragatura, poi ci hanno anche messo il caschetto. Innanzitutto ci hanno fatto fare una prova su una carrucola alta meno di un metro. La parte più difficile era quella dei moschettoni. Erano attaccati all'imbragatura, e si dovevano attaccare alla fune più alta della zipline. E’ stato molto più complicato di quello che pensavo, perché ce n'era uno che passava, attraverso delle specie di fori, mentre l’altro, bisognava semplicemente staccarlo e poi rimetterlo nell’estremità successiva. In seguito abbiamo cominciato con i veri e propri percorsi. Erano quattro, all’inizio sembravano pochi, ma poi abbiamo scoperto che in realtà erano lunghissimi!
Infatti le persone che hanno fatto tutti i percorsi, ci hanno impiegato più del tempo dovuto per finirli. Io ho cominciato dal secondo percorso. All’inizio c’era un tratto molto lungo sospeso, su una sola fune, sulla quale dovevamo camminare.
La seconda postazione era simile però il tragitto era un po’ più corto.
A seguire c’erano solo lunghissime zipline. All’inizio mettono un po’ di timore, sembra di cadere, ma poi invece quando ti lasci andare, parti velocissimo e sembra di volare. Finite le tre zipline consecutive, siamo tornati a terra, sembrava qualcosa di anormale. poi sono tornata al primo percorso, corto, facile, ma comunque bello. Cominciava con una piccola arrampicata e altrettanti ponti sospesi. Dopo c’era una zipline, non molto lunga. Il problema era alla fine, perché il materassino, messo per non farsi male, ostruiva il passaggio dei moschettoni, infatti è stato molto faticoso uscire da quel percorso.
Nel terzo, invece, l’inizio era una una lunghissima scalinata, verso l’alto, infatti
eravamo lontanissimi da terra.

Successivamente c’era l’ormai consueto ponte sospeso, che portava ad un’altra
scalinata più corta, ma davanti se ne vedevano altre che lentamente portavano sempre più in alto. Subito dopo, c’erano dei tronchi, messi verticalmente.
Traballavano moltissimo, e alcuni erano anche troppo distanti per arrivarci con entrambi i piedi. Visto che non riuscivo proprio a superarli, dopo 2/3 tronchi, alla fine sono passata sul filo che univa i tronchi, come se fosse un normale ponte sospeso. Il terzo percorso finiva con una lunghissima zipline, che andava a terminare verso il basso. L’ultimo percorso era totalmente diverso.
Al contrario di tutti gli altri, non c’erano solo zipline o altri noiosi ponti sospesi, ma molto altro. Dopo il solito inizio, c’erano altri tronchi, ma stavolta sdraiati, messi in orizzontale.
Non avevano corde legate tra tutti i tronchi, ma erano legati a due corde ognuna su ogni estremità. La cosa complicata era passare da un tronco all’altro, perchè quando ci aggrappavamo alla corda, faceva muovere molto di piu’ tutti i tronchi. Dopo questo c’era un percorso solo di corde intrecciate, a formare una specie di scacchiera.
Il vero problema però era che l’unica corda dove era quasi possibile camminare, si trovava molto piu’ in basso, rispetto alla corda superiore, dove erano attaccati i moschettoni, e quindi l’imbragatura tirava moltissimo, che avevo quasi paura che si rompesse. Quello successivo era molto complicato, ma per fortuna gli istruttori ci hanno detto che potevamo farlo come se fosse una zipline.
Dopo molto più di un’ora, riuscimmo a finire tutti i percorsi. Finito, abbiamo ripreso gli zaini e abbiamo fatto di nuovo merenda. Infine, l’altra istruttrice, ci ha fatto vedere una mappa, indicandoci dove ci trovavamo. Eravamo vicino al confine con la Svizzera. Poi siamo entrati nel bosco. Prima di tutto, abbiamo visto le piante basilari, che si possono trovare nei boschi, partendo dalle querce. Poi abbiamo visto le piante velenose, e dopo siamo passati alla fauna. Ci ha parlato soprattutto dei cinghiali e come trovare le tracce degli animali, e che con solo con ciò che mangiano, le loro piume, penne o peli, si può capire che animali si trovano in quel luogo.
Ad esempio i cinghiali, abbiamo visto che si grattano la loro schiena sulla corteccia degli alberi e possiamo riconoscere i peli. Poi abbiamo visto i Pini Silvestri, che hanno una corteccia piccola e stretta, ma sono altissimi. Appunto vanno tagliati quando crescono troppo, se no coprono le altre piante e poi crescono male. Dopo siamo tornati indietro, stavolta la camminata è stata più difficile, infatti era in discesa e il terreno era pieno di sassi, dove si poteva benissimo inciampare, e anche di radici di alcuni alberi, ostruivano il passaggio. Poi siamo tornati al posto iniziale e abbiamo rifatto il percorso per arrivare al pullman, stavolta sembrava molto breve la strada, forse perché sapevamo dove andare. Infine è arrivato il bus e siamo tornati a scuola. Però era ancora presto e quindi alcuni hanno preso dei palloni e hanno giocato fino al suono della campanella. Poi alle 14.00, siamo tornati a casa. E’ stata un’esperienza fantastica! Un grandissimo abbraccio

Vadalà Martina

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