9 Aprile 2026, Castelnuovo Bozzente
Caro diario,
mi sembra di toccare il cielo con un dito.
Da oggi, finalmente, posso dire di aver visitato il Giappone!
Sì, hai capito bene, sono appena tornata da una bellissima e strabiliante vacanza, con due lunghissimi viaggi, nel paese più eccentrico del pianeta!
La mattina del 26 marzo, mio nonno ci ha portato all'aeroporto di Malpensa.
Dopo aver fatto il check-in e i controlli, siamo saliti su un aereo della China Airlines.
Il primo viaggio è durato undici ore e abbiamo viaggiato da Milano fino a Shanghai.
Subito dopo il decollo sono passate delle hostess per portarci il pranzo, si poteva scegliere tra carne e verdure, riso e pesce, (io ho scelto la carne).
Sul vassoio oltre al piatto principale c’era anche l’acqua, un dolce, della frutta e una
piccola porzione di insalata con del petto di pollo.
In effetti devo dire che era tutto molto buono!
Successivamente abbiamo: giocato ai videogiochi sullo schermo del sedile, letto, guardato un film in cinese, dormito e mangiato. Quando siamo arrivati a Shanghai, eravamo molto stanchi e confusi per colpa del fuso orario.
Immediatamente siamo saliti sull’altro aereo per Tokyo; il secondo viaggio, fortunatamente è durato molto meno e dopo aver ritirato i bagagli all’arrivo, siamo andati in un’area d’attesa, dove c’era un signore giapponese che ci aspettava. Visto che era una guida, abbiamo parlato in italiano e ci ha detto che doveva andare insieme a mio papà all’ “Infopoint”. Così io, mia sorella e mia mamma, siamo rimaste fuori ad aspettarli, mentre guardavamo come tutto era diverso.
Siccome dopo dieci minuti non arrivavano, ci siamo sedute e ci siamo addormentate. Finalmente dopo due ore sono venuti a svegliarci e dopo aver fatto una foto davanti a un monumento, la guida ha chiamato l’autista che doveva portarci in hotel.
Visto che l’autista era cinese, non riusciva a capire cosa gli stesse dicendo la guida. Dopo mezz’ora, siamo saliti sul taxi e la prima cosa che abbiamo notato è stato il volante delle auto che era a destra anziché a sinistra. Quando siamo usciti dal parcheggio sotterraneo, era tutto molto grande! Dopo essere arrivati in hotel, abbiamo ringraziato la guida e siamo saliti in camera; siccome in tutti gli hotel giapponesi le camere sono da due, io sono rimasta con mio papà, mentre mia sorella e mia mamma sono andate in un’ altra stanza. Quando siamo entrati nella stanza ci sembrava tutto molto piccolo, soprattutto i bagni, infatti credo di aver pestato i piedi e le caviglie cinque volte! Successivamente ci siamo fatti una doccia e siamo andati a cena in un locale molto piccolo, con una porticina minuscola.
Era un ristorante dove i cuochi cucinavano sul bancone, infatti abbiamo visto tutto passo passo.
Noi abbiamo mangiato il sushi sulla piastra e abbiamo conosciuto una ragazza che mandava in onda Doraemon e Sailor Moon, infatti quando le abbiamo detto che anche in Italia vengono trasmessi gli anime è diventata felice. Era tutto molto buono, per cui prima di tornare in hotel le abbiamo fatto i complimenti (una cosa bella dei ristoranti in Giappone è che ti portano sempre un panno caldo
bagnato per lavarsi le mani). La mattina dopo ci siamo svegliati e siamo andati a fare colazione nella sala da pranzo dell’hotel.
Abbiamo mangiato tutto e il mio cibo preferito è stato il dolce fritto, a forma di pesce,
con all’interno una crema dolce o una salata. Mi sono piaciuti molto anche perchè ricordo che mangiavano sempre Masha e Orso. Il primo giorno abbiamo visitato Shibuya, ma con una guida (di nome Mei), che parlava in italiano.
Abbiamo visitato: diversi negozi, l’incrocio di Shibuya (che è il più grande del mondo), abbiamo mangiato i ramen che erano squisiti e siamo entrati in moltissimi templi.
Inoltre siamo entrati in una via molto affollata, dove c’erano un sacco di cose: lo zucchero filato arcobaleno, molti negozi di vestiti particolari, all’entrata c’era anche una cornice enorme, che ti trasmetteva sullo schermo che aveva, infine c’era un bar di mini pancakes e venivano farciti a tuo piacimento, fino a diventare giganti!
Appena usciti dalla via, abbiamo visto molte altre stranezze: i mini kart di Super Mario che correvano in strada, i tir delle caramelle che pubblicizzano i prodotti con la musica e i negozi dove potevi stare tutto il giorno in mezzo a gattini piccoli e dolcissimi.
Abbiamo trascorso i giorni successivi senza guida e siamo andati a: Osaka, Kyoto, Kanazawa, Shirakawa, Hiroshima e Chinatown.
Abbiamo visto: altri tempi (tra cui quello d’oro); abbiamo fatto shopping; siamo andati al museo dei Ninja e dei Samurai; abbiamo comprato le bacchette per il sushi riutilizzabili, (io le ho scelte con i gatti e in più le hanno personalizzate con i nostri nomi in italiano e in giapponese); ho visto anche il Buddha gigante; i cervi sacri di Nara, a cui potevi dare i biscotti quando ti facevano l’inchino; il museo del terremoto, dove ho fatto la simulazione di una scossa; ho anche passeggiato nel percorso dei mille Thori rossi, dove c’erano gatti dappertutto. Una cosa che mi ha colpita di più è stato il fatto che in tutte le scuole (compresi gli asili), i bambini hanno tutti una divisa molto carina.
Inoltre ho mangiato di tutto: ramen, pizza, hamburger, mochi, sushi, patate dolci fritte, gelati strani ma carini e buoni, diversi tipi di pesce, di cui non ricordo il nome.
Il ritorno a casa non è stato tranquillo, anzi, abbiamo rischiato di perdere i bagagli, con tutti i souvenir e l’aereo, che se avessimo perso ci avrebbe fatto rimanere in aeroporto a Shanghai per una settimana.
Tutto per colpa di una hostess (che crediamo nuova), ha sbagliato a darci le indicazioni!
Nonostante questa disavventura, mi sono divertita tantissimo e penso proprio che la ricorderò per sempre. Spero di tornare in Giappone perché “mi manca” e vorrei vedere moltissime altre attrazioni.
Lisa Maroni
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