martedì 16 novembre 2021

Piccoli castori matematici crescono!

Giovedì 11 novembre le classi seconde e terze hanno partecipato al progetto Bebras. Il Bebras è una sfida tra le varie classi che aderiscono a questo progetto, questo lavoro è un quiz che si può fare con un compagno o da soli però sempre contro le altre persone che partecipano.

"Bebras" significa castoro in lituano, lo Stato in cui si sono disputati per la prima volta questi giochi.

Quest’anno della nostra scuola hanno partecipato tre sezioni: la seconda D, la terza D e la terza E; il quiz che abbiamo adoperato era il “ GigaTeraDouble”. Con questo quiz avevamo a disposizione 45 minuti per un totale di 17 domande che trattavano argomenti diversi. 

- Con chi avete lavorato?

Gabriele M: Ho lavorato con Marco

Kevin M: Io ho lavorato con Gabriele G.

- Quanto tempo avete impiegato?

Gabriele M: ho impiegato 45 minuti

Kevin: io e il mio compagno ci abbiamo messo 44 minuti per finire il tutto

- Come ti è sembrato questo lavoro?

Gabriele M: questo lavoro mi è sembrato interessante ed è stato utile per capire le proprie conoscenze matematiche e il ragionamento

Kevin M: per me questo lavoro è stato bello, divertente, interessante e molto stimolante.

Secondo noi, questa esperienza è da provare; la consigliamo a tutti!

Gabriele M. e Kevin M., 3^D



domenica 14 novembre 2021

"FACCIAMO CORDATA!"

Venerdì 1 ottobre 2021, dalle 10 alle 11, nel centro congressi Medioevo, abbiamo partecipato al primo incontro del progetto “Facciamo Cordata” in collaborazione con gli Alpini di Olgiate Comasco e di Como.

La prof Di Maio ci ha accompagnato nell’auditorium dove ci siamo seduti per terra vicino al palco. Ad accoglierci abbiamo trovato sette Alpini e la madrina del gruppo di Olgiate, la signora Gerardina. Tutti insieme ci siamo alzati e, con la mano sul cuore, abbiamo intonato “Il Canto degli Italiani”, ovvero l’inno italiano, scritto da Goffredo Mameli. Ci siamo seduti di nuovo e abbiamo ascoltato un alpino, di nome Carlo, ex maestro elementare, che ci ha spiegato il ruolo e gli impegni degli Alpini. Si è soffermato sul gesto “dell’attenti” che deriva dal saluto dei soldati medievali: essi, per riconoscersi, sollevavano l’elmo mentre ora è rimasto solo il movimento della mano destra portata sulla fronte. Poi ci ha illustrato la funzione del cappello: è un segno distintivo dell’associazione che rende orgoglioso chi lo porta. E’ caratterizzato da nappine il cui colore rappresenta il reggimento di appartenenza, da medaglie e decori personali e, soprattutto, dalla penna: essa può essere nera, di corvo, marrone, di falco, oppure bianca, di cigno, in base al grado dell’alpino. A seguire, Carlo ci ha spiegato l’importanza della montagna: si sale, si cammina, ci si aiuta, si vedono spettacoli della natura, ma sempre con grande rispetto e con la giusta attrezzatura. E su questo argomento l’alpino ha lasciato la parola ad Aldo, volontario della Protezione civile e guida del Cai di Olgiate, che ha mostrato casco, imbragatura e ramponi per arrampicare in tutta sicurezza anche sulle salite più difficili.

Grazie ad alcuni alunni “calcolatrice”, abbiamo scoperto che il corpo degli Alpini, composto dalle truppe di montagna altamente specializzate, è stato costituito il 15 ottobre 1872 a Napoli, mentre l’Associazione Nazionale Alpini (ANA) è nata nel 1919, a Milano. Impegnati prima in guerra, poi in missioni di pace, i volontari iscritti a questa associazione hanno ricevuto numerose medaglie e tanti riconoscimenti anche per la loro insostituibile opera di aiuto alle popolazioni bisognose e di intervento nelle emergenze, come alluvioni e terremoti. Ad esempio, sono stati premiati per aver dimostrato solidarietà immediata in occasione di un grande incendio.

Da questa esperienza abbiamo imparato che memoria, amicizia, solidarietà e collaborazione sono i principali valori degli Alpini, valori che possono essere anche quelli di tutti noi, in classe, in famiglia, nella vita di tutti i giorni.

Al prossimo appuntamento, con una vera e propria cordata!

I ragazzi della prima D




mercoledì 3 novembre 2021

IL SALVATAGGIO DELLE PIANTE

Venerdì 22 ottobre 2021 era previsto il taglio degli alberi secolari presenti nel giardino della nostra scuola.
Una parte del gruppo “orto” del nostro istituto ( Francesco Maino, Simone Suriano, Stefano Agosti, Bosetti e Nicolas Russo), guidato dalla professoressa Rossini, si è attivato nel trapiantare alcune piante per salvarle, due rododendri e un’azalea.
In un primo momento ci siamo coordinati dividendoci i compiti e prendendo i relativi attrezzi necessari.
Alcuni hanno scavato la terra attorno alle piante così da liberare la radici e riuscire senza danneggiarle a caricarle sulla carriola. Nel frattempo altri si sono impegnati a preparare il nuovo spazio in cui ripiantarle: il primo tentativo non è andato a buon fine perché scavando si è trovato un residuo di calcinacci e tegole che certo non avrebbero agevolato la crescita delle nostre piante; un secondo tentativo ha invece fatto individuare il punto giusto in cui creare il buco nel terreno, muovendo bene la terra per renderla più morbida.
Posizionato il rododendro, si è schiacciato bene il terriccio e proceduto ad effettuare un’abbondante annaffiatura.
L’altra pianta, un’azalea, è stata invece posizionata in un grande vaso di terracotta che abbiamo messo come abbellimento in uno degli ingressi della nostra scuola.
Per finire la sistemazione dello spazio esterno, abbiamo spostato un pesante vaso di cemento mettendolo in disparte così che non desse fastidio.
Terminato il lavoro, ci siamo organizzati in turni per annaffiare le piante trapiantate nei giorni successivi.

Francesco Maino 2A


UN ADDIO STRAZIANTE

 Ebbene sì il 22 ottobre sono dovuti (purtroppo) iniziare i lavori presso la scuola Michelangelo Buonarroti di Olgiate Comasco.
Hanno abbattuto otto piante, tra cui una quercia, quattro abeti, due ciliegi da fiore e due lauri.
Ma per quale motivo?
Beh, è stato deciso di realizzare una sala polifunzionale utilizzabile a seconda delle necessità della scuola.
Anche io, che sono qui solo da un anno, sono dispiaciuta per questa decisione, mi sentivo legata a questi alberi sotto cui, ogni giorno, facevo l'intervallo e dove adesso non è più possibile farlo.
A scuola si trova sempre un momento per parlare dell'ambiente che sta lentamente morendo, dell’inquinamento che sta invadendo la Terra e di quello che possiamo fare noi e la scuola per far sì che tutto ciò non accada e poi…..
Ci ritroviamo a guardare dalle finestre la devastante scena che sta accadendo al di fuori, sapendo che nessuno di noi può fare qualcosa per interromperla.
Ognuno pensa e prova cose diverse riguardo ad esso, paura e tristezza, ma anche emozione nel vedere cosa uscirà alla fine dei lavori.
Ma vi è mai venuto in mente cosa direbbero o penserebbero gli alberi che sono stati abbattuti, se potessero farlo?
Nessuno può saperlo, ma si potrebbe immaginare, come farò io in seguito.
“All’inizio non capii cosa stesse succedendo, ma poi compresi.
Degli adulti, diversi da quelli più giovani che vedevamo sempre, vennero a trovarci con strani macchinari ogni giorno diversi, questo continuò per una settimana.
Tutti ci chiedevamo quale fosse il motivo della loro visita, ma lo capimmo molto presto.
Iniziarono dai ciliegi e dai lauri che a poco a poco scomparvero.
Noi abeti eravamo così terrorizzati, sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto anche a noi.
E purtroppo quel momento tanto temuto arrivò.
Iniziarono dai rami, privandoci e strappandoci via una parte importante di noi.
Sentivo tutto il dolore che mi attraversava dalle radici alla chioma, un dolore straziante e lancinante che mi riempiva tutti i canali linfatici.
Alla fine rimasi spoglio e arrivò la mia ora.
Con un solo colpo fui tagliato a metà, il mio corpo non era più attaccato al suolo, ma era sospeso a mezz’aria.
L'atterraggio fu rapido, con un grande boato caddi a terra e tutto divenne buio, finché cessai di esistere.”

E’ giusto creare spazi di incontro e di scambio culturale, ma anche preservare la natura che ci circonda è uno degli obiettivi che non possiamo ignorare.
Forse un giusto compromesso si poteva trovare.

Noemi Pontari 2A





martedì 8 giugno 2021

Where Are-u?

In occasione dell'incontro con gli operatori specializzati 112, 118 di Varese e di Villa Guardia, gli infermieri e i volontari del SOS di Olgiate Comasco che sono venuti a scuola nella mattinata del 4 giugno, gli alunni delle classi prime hanno composto ed eseguito una canzone dal titolo "Where Are-U". Racconta, nei particolari, cosa avviene quando si effettua una chiamata d'emergenza ed incentiva a scaricare l'app apposita che permette di geolocalizzare la posizione in cui ci si trova, al fine di accelerare i soccorsi. Ve la proponiamo attraverso questi video e il testo completo. Buon ascolto!

 (classi prime, scuola secondaria di I grado, Olgiate Comasco)



Ecco il testo della canzone, scritta a 120 mani dai ragazzi:

Veloce vola, gira e rimbalza
cade la palla, ma Luca non l’alza
sembrava normale, una bella giornata,
ma ora la gara si è proprio fermata.
Le grida di aiuto mi offuscan la mente,
Luca mi ha detto che non vede più niente
sente la nausea, la testa gli gira
non mi risponde, affannato respira.
Lì a terra non si muove, sembra caduto
dai Prof, chiami aiuto, Luca è svenuto!"
Attiviamo il soccorso con l'app “where are-u”
perché se stai male assistenza avrai tu.

C’è un'app sul telefono che devi scaricare,

si chiama “where are-u” ed è facile da usare
hai bisogno d'aiuto anche tu?
chiama subito, con l’app “where are - u”
Con il 112 potrai parlare
e non ci sarà molto da aspettare
tieni la posizione laterale di sicurezza
e l’intervento di soccorso finirà in bellezza
Se succede un incidente o ti senti proprio male,
c’è l’app che fa per te: Where are-u devi chiamare!

 

Buongiorno emergenza, per lei cosa posso fare?

Ci serve un’ambulanza, un ragazzo qui sta male.

Dove vi trovate, nella scuola media di Olgiate?
Mi deve anche indicare a che piano ci aspettate.

Vi attendiamo in palestra, si trova al piano terra
da qui non fa fatica a passare la barella
non ci sono barriere, non ci sono le scale
ma una porta larga da cui si può passare.

La posizione è stata rilevata,
l’ambulanza arriverà immediata,
rimanga in linea, non agganci, per favore,
Le passo l’Emergenza, parlerà con l’operatore.

 

C’è un'app sul telefono che devi scaricare,

si chiama “where are-u” ed è facile da usare
hai bisogno d'aiuto anche tu?
chiama subito, con l’app “where are - u”
Con il 112 potrai parlare
e non ci sarà molto da aspettare
tieni la posizione laterale di sicurezza
e l’intervento di soccorso finirà in bellezza
Se succede un incidente o ti senti proprio male,
c’è l’app che fa per te: Where are-u devi chiamare!

 

Emergenza sanitaria, ha bisogno di aiuto?

Un ragazzo è a terra, è proprio svenuto

In quale posizione l’alunno è cascato?

Un po' seduto, un po' accasciato, sono molto preoccupato.

Stia calmo, lo metta in posizione di sicurezza:
sotto la testa nulla, non ci va nemmeno una pezza.
Lo faccia sdraiare dritto, sulla schiena,
come se dovesse ammirare la luna piena,
gambe distese sul materassino
come se fosse un principino.
Provi a scuoterlo lentamente, si lamenta?

Un pochino, ma non credo che ancora mi senta.

Metta una mano sul petto: si espande?
Si alza o si abbassa, fa un respiro grande?

Il petto si muove ma molto lentamente,
fate presto perché temo diventi incosciente.

 

C’è un'app sul telefono che devi scaricare,

si chiama “where are-u” ed è facile da usare
hai bisogno d'aiuto anche tu?
chiama subito, con l’app “where are - u”
Con il 112 potrai parlare
e non ci sarà molto da aspettare
tieni la posizione laterale di sicurezza
e l’intervento di soccorso finirà in bellezza
Se succede un incidente o ti senti proprio male,
c’è l’app che fa per te: Where are-u devi chiamare!

 

Lo giri su un fianco, respira ancora?
Lo copra con qualcosa, almeno per ora.
In questa posizione deve restare,
finché si riprende o vedete i soccorsi arrivare.

Mi dica un po’, com’è il suo aspetto, è sudato?

È pallido, freddo, vedeva appannato.

Ha delle malattie, sta prendendo medicine?

Nessuna che io sappia, ma non tollera le farine.

Ha avuto rapporti stretti, il tampone lo ha fatto?

Con positivi non credo, proprio nessun contatto!

Ha avuto febbre, tosse o raffreddore,
negli ultimi giorni o in queste ore?

No, solo adesso gli è venuto da vomitare,
si è sentito male, non so proprio cosa fare

Ha avuto dissenteria, magari ieri, per cortesia?

Soffre solo di celiachia, nessun’altra patologia.


C’è un'app sul telefono che devi scaricare,

si chiama “where are-u” ed è facile da usare
hai bisogno d'aiuto anche tu?
chiama subito, con l’app “where are - u”
Con il 112 potrai parlare
e non ci sarà molto da aspettare
tieni la posizione laterale di sicurezza
e l’intervento di soccorso finirà in bellezza
Se succede un incidente o ti senti proprio male,
c’è l’app che fa per te: Where are-u devi chiamare!

 

Lo tenga sul fianco e controlli se respira
sempre coperto finchè l'ambulanza arriva,
Sapori e odori riusciva a sentire?
Dolori ai muscoli lo facevano soffrire?

No, stava benissimo, prima di tutto questo.
Ha iniziato ad aprire gli occhi, proprio adesso!

Molto bene, lo faccia  parlare
ma, attenzione, non si deve ancora alzare
Lasciate libero il viale e l’entrata.
La sua famiglia è stata avvisata?

Sì, la madre sta proprio per arrivare
e all’ospedale lo può accompagnare.

Il signor Paolo al cancello aspetta
l’ambulanza che procede in tutta fretta

C’è un'app sul telefono che devi scaricare,
si chiama “where are-u” ed è facile da usare
hai bisogno d'aiuto anche tu?
chiama subito, con l’app “where are - u”
Con il 112 potrai parlare
e non ci sarà molto da aspettare
tieni la posizione laterale di sicurezza
e l’intervento di soccorso finirà in bellezza
Se succede un incidente o ti senti proprio male,
c’è l’app che fa per te: Where are-u devi chiamare!

 

Sicuro, si avvicina il soccorritore
Che fa domande al compagno e al professore
Lo scuote un poco per sapere
Se Luca lo riesce anche a vedere
ha aperto gli occhi improvvisamente,
ma la sua mente è ancora assente.
Controlla la pressione e spedisce il risultato
anche dell’ossigeno che ha appena misurato
la sala operativa ordina i dati
che all’ospedale vengono inoltrati
Con la mascherina nel tubicino
ha messo l’ossigeno al ragazzino
Lo carica in barella un altro operatore
l’autista dell’ambulanza accende il motore
In codice verde viene trasportato
all’ospedale che è stato già allertato
State tranquilli domani riprenderemo
la nostra partita e vinceremo!

venerdì 28 maggio 2021

Matematica come arte di strada

L’albero Pitagorico e la spirale di Teodoro

Mercoledì 26 maggio noi ragazzi di seconda E abbiamo iniziato a realizzare il progetto per disegnare l’albero Pitagorico e la spirale di Teodoro. Ci siamo divisi in cinque gruppi: tre hanno realizzato l’albero di Pitagora e gli altri due la spirale di Teodoro. Ci siamo anche divisi gli spazi nel cortile della scuola dove avremmo realizzato i due progetti.


Dopo aver concluso tutti i progetti su carta, il giovedì 27 maggio abbiamo disegnato i nostri lavori nel cortile della scuola, vicino all’ingresso principale. Abbiamo portato da casa gessi colorati, metri da muratore e guanti e la nostra professoressa di matematica, Deleonibus, ci ha fornito le squadre e le righe. Chi ha realizzato la spirale di Teodoro, aveva bisogno di compassi giganti che non avevano. Alla fine questi compassi sono stati sostituiti dalle mani di alcuni nostri compagni. Ci siamo vestiti comodi per poter svolgere questa attività. Alla fine della prima ora, eravamo a metà dell’opera, ma con un po’ d’ansia di non riuscire a terminare tutti i lavori. Invece, alla fine delle due ore di matematica, le nostre opere erano disegnate e colorate sull’asfalto dando un tocco di colore bellissimo alla nostra scuola. Abbiamo decorato i progetti con i nostri nomi e varie sfumature.


Questa esperienza è stata molto divertente perché la lezione di matematica è diventata molto particolare e originale: abbiamo applicato in modo differente dal solito il Teorema di Pitagora. Ci auguriamo di poter ripetere ancora esperienze simili a questa realizzando altri progetti, nei prossimi anni.


Sara e Ludo, seconda E

giovedì 27 maggio 2021

Cantare con, cantare per

Da sempre, la musica è un potente mezzo di espressione per le idee, i sentimenti e le passioni. Le classi seconde e terze delle sezioni B - D - E ci presentano alcune canzoni registrate da loro durante le ore di musica con la prof. Di Maio

Classi terze B D E

“La nostra protesta” prende spunto dall’ascolto della canzone “Another brick in the wall” dei Pink Floyd. Stavamo affrontando il genere rock e abbiamo compreso come, in un determinato periodo storico, esso desse sfogo alla rabbia, all’indignazione di una generazione di giovani che contestavano il mondo adulto e la società in cui stavano vivendo. Sulla base della canzone di Roger Water, critica nei confronti di un sistema scolastico oppressivo, abbiamo scritto dei versi per dare voce a quanto non ci sta bene. La classe 3^E non sopporta il “politically correct”, la classe 3^B è contro le guerre che, ancora oggi, affliggono l’umanità, la classe 3^D si scaglia contro ogni tipo di discriminazione e di atteggiamento intollerante nei confronti degli altri.

Classi seconde B D E

Vi presentiamo le due canzoni che abbiamo preparato in occasione della “Giornata della Legalità”, 23 maggio, data simbolo del ricordo e della lotta contro tutte le mafie, anniversario della strage di Capaci, un attentato di stampo terroristico - mafioso compiuto da Cosa Nostra nel 1992, per uccidere il magistrato antimafia Giovanni Falcone. Oltre al giudice, morirono la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono inoltre 23 feriti. Abbiamo cantato “Caminante” dei 7grani e “Pensa” di Fabrizio Moro presso il Centro congressi Medioevo, in occasione dell’inaugurazione della BILL, biblioteca della legalità, presente anche ad Olgiate Comasco. Attraverso la musica abbiamo cercato di trasmettere il significato profondo delle parole dei due testi, entrambi inerenti gli uomini che si sono battuti per sconfiggere le mafie. Ci siamo resi partecipi e testimoni della volontà di cambiare, in direzione di un mondo più giusto, più responsabile, più libero, nel rispetto delle leggi.